vacanze lente
31 Luglio 2025

Vacanze lente: l’arte di rallentare prima di settembre

Federica Italia • Commenti di 0

Siamo arrivati a quel momento dell’anno in cui la valigia è lì, nell’angolo della casa, che aspetta di essere riempita.
E forse anche noi stiamo aspettando qualcosa, ma cosa? Di vivere tutto al massimo? Di un cambio d’aria? O forse di una tregua, di un piccolo spazio per ritrovarci e di rallentare?

Ma che forma ha oggi la vacanza?

C’è chi corre per “vedere tutto”, chi torna più stanco di prima, chi parte con una to-do list lunga quanto l’itinerario. E poi ci sono quelli — forse sempre di più — che desiderano solo una cosa: vivere lentamente.

Io un tempo appartenevo ai primi. Organizzavo viaggi itineranti, quasi sempre all’estero, con un programma dettagliato e la ferma intenzione di non perdermi nemmeno una tappa. Sfruttando dal primo all’ultimo giorno di ferie. Tornavo sì piena della magica energia mentale del viaggio, ma nello stesso tempo esausta fisicamente e sconcertata all’idea di iniziare a lavorare subito il giorno dopo. Poi con gli anni sono cambiata, soprattutto da dopo il covid.

Sempre di più ho iniziato a concepire le vacanze come spazio, non come una performance.
Sì, come uno spazio ed un tempo vuoti, da non riempire per forza con mille cose da vedere e da fare.

Ormai siamo abituati a performare anche il tempo libero: gite da condividere subito sui social, libri da finire, posti dove andare da “spuntare”.
E invece, forse, il vero lusso oggi è avere il coraggio di stare davvero. Di non fare. Di ascoltare.

Che tu parta per il mare, per la montagna o resti a casa con un gelato in mano, prova a chiederti spesso: “Di cosa ho davvero bisogno solo per me stessa?

Non è egoismo. È una forma di gentilezza nei nostri confronti.

Sempre di più, per me, la risposta a questa domanda è rallentare.

Vivere lentamente, però, non significa solo fare meno.
Significa anche dare più attenzione a ciò che c’è già nella nostra vita.

Ci sono piccoli rituali che possono aiutarci in questo. Rituali che andrebbero applicati nel nostro quotidiano per renderlo meno frenetico, ma che non sono sempre facili da mettere in pratica nella vita di corsa che ormai tutti viviamo. Forse allora queste vacanze possono essere l’occasione giusta per inserire questi piccoli rituali e farli diventare piccole abitudini da mantenere a settembre.

    Scrivere al mattino su un quaderno, prima del rumore. O di sera, prima di dormire. Anche poche righe che ci connettono con i nostri pensieri. Può essere anche solo scrivere ciò che è stato più prezioso nella nostra giornata.

    Cercare di mangiare all’aperto il più possibile, con lo sguardo sul verde, anche solo su un albero.

    Camminare senza meta e senza scopo, preferibilmente nella natura. Se ci riesci anche senza podcast e musica. Per osservare meglio senza distrazioni. Per esserci davvero.

    Portare sempre con sé un quadernino, senza l’ansia di doverci scrivere per forza qualcosa. Tirandolo fuori solo quando qualcosa ci chiama e sentiamo il bisogno di annotarlo.

    La lentezza non va imposta. Ma può essere accolta.
    E a volte bastano pochi gesti, sempre gli stessi, ogni giorno, per riconnetterci con noi stesse.

    Vedrai che se cercherai di praticare questi piccoli rituali in queste vacanze, a settembre ti verranno già molto più naturali.

    Settembre, io lo considero un po’ un inizio. Come gennaio, ma con meno pressioni.
    Si torna dalle vacanze rigenerati. Sempre ovviamente che non ci siamo costretti a ritmi frenetici! Ci sentiamo più entusiasti, abbiamo voglia di partire con il piede giusto e di mantenere l’energia magica delle vacanze con noi il più a lungo possibile.

    Ma non serve iniziare di corsa. Prendendo tutto di petto.
    Forse basta mantenere un’intenzione, una sola: non dimenticare la persona che abbiamo ritrovato durante l’estate.

    Per questo, spesso a settembre rifaccio alcuni esercizi sul mio workbook che mi aiutano a fermare i pensieri e ascoltare quello che c’è dentro di me.
    Per rimettere ancora a fuoco chi voglio essere davvero, prima che tutto ricominci.

    Alla fine di questa riflessione, ti invito, che tu parta o resti a casa, a cercare di regalarti una vacanza diversa.
    Una vacanza più silenziosa, più morbida, più tua.
    Senza aspettative da superare.
    Solo con l’intenzione di sentire e osservare davvero quello che succede — fuori, ma anche dentro di te.

    Magari, quando torneremo, sarà più facile scegliere di continuare ad ascoltarci.
    Buona lentezza!

    Federica, Italia

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