Sono venuta a Melbourne per la prima volta ventidue anni fa con un working holiday visa. Ma dopo tre mesi scappai a casa in Italia, non ero pronta, non parlavo bene inglese e non avevo la minima idea di quello che volevo fare nella vita. Me ne sono pentita? No! Durante questi ventitudue anni ho avuto il tempo di costruire la mia persona, vivere esperienze che mi hanno aiutata a formarmi e diventare ciò che sono oggi.
Preferisco i numeri pari. Il sole mi mette allegria. Mi piace leggere. La fine di un bel romanzo mi fa sentire orfana. Il rientro da un viaggio mi crea nostalgia. Mi piace camminare a piedi scalzi sulla sabbia. L’oceano mi affascina, ma mi fa paura.
Vorrei vivere in centro città, ma forse non ne sarei capace.
Sono appassionata di cappuccini. Qui a Melbourne ordino sempre un almond cappuccino, quello con il latte di mandorla.
Il mio inglese non è perfetto, ma qui a Melbourne non è un problema e fortunatamente mi basta per vivere bene con le persone attorno a me.
Sono empatica, amo la gentilezza, mi piace circondarmi di gente anche se ho necessità di vivere momenti di solitudine. Preferisco lavorare in team piuttosto che da sola. Mi piace ascoltare le storie della gente, sono curiosa, ho sempre bisogno di imparare cose nuove.
Colleziono quadernini, perché mi piace scrivere a mano.
Da quando vivo a Melbourne ho scoperto che mi piace lavorare in una scuola elementare, anche se torno a casa stanca e talvolta svuotata.
Non sopporto la mancanza di rispetto, l’ipocrisia, la superficialità, la gente che non chiede scusa, l’ignoranza. E il Vegemite, la tipica crema spalmabile australiana.
Ecco, questa sono io, a Melbourne. Non sono sempre stata così, alcune caratteristiche mi appartengono da sempre ma altre le ho acquisite in questa città. È per questo che mi piace la versione di me stessa qui a Melbourne.
“Forse non ci innamoriamo della città, ma della versione di noi che ci permette di essere“
Tempo fa lessi questa frase su Instagram. La scrissi immediatamente su un quadernino, non volevo assolutamente dimenticarla. Qualche giorno fa l’ho ripresa in mano, l’ho letta e riletta per poterla davvero comprendere.
Credo di aver capito che l’amore, l’attaccamento e l’affetto che proviamo nei confronti di un luogo non sia dovuto solo alle caratteristiche di quel luogo, ma soprattutto per come quel posto ci fa sentire e per chi ci permette di essere o diventare.
Mi piace l’idea che un luogo possa sbloccare le potenzialità inespresse di una persona. È un po’ quello che è successo a me qui a Melbourne.
La versione di me a Riyadh non era particolarmente piacevole, anzi. Ero piuttosto antipatica, scontrosa, spesso arrabbiata e perennemente insoddisfatta. Anche per questo non ho un gran ricordo di quella città. Ma ho amato il Kuwait proprio perché mi ha permesso di essere una me socievole, spensierata e simpatica.
Camminando per i quartieri di Melbourne mi sento… semplicemente me stessa.
Questa città non mi giudica e mi permette di osare. Purtroppo ho sempre sofferto il giudizio degli altri, mi sono sentita spesso insicura, timida e riservata. Ero continuamente alla ricerca di me stessa e di un gruppo che mi accettasse per quello che ero.
Melbourne mi ha dato il coraggio di rimettermi a studiare per poi lanciarmi nel mondo del lavoro nonostante il mio inglese imperfetto e la mia inesperienza lavorativa.
Questa città, non mi ha fatto solo tornare la voglia di incontrare nuova gente, ma anche di costruire con alcuni delle amicizie profonde.
Melbourne, mi ha dato la possibilità di imparare, praticare, spesso sbagliando, un’altra lingua.
Questa città mi sta facendo ritrovare la mia italianità. Qui ho riscoperto la bellezza delle mie tradizioni grazie ai numerosi immigrati italiani arrivati negli anni ‘50. È grazie al mio lavoro di assistente linguistica per l’italiano che sono riuscita ad entrare in contatto con molte persone con un background italiano perché i nonni arrivarono qui in Australia più di cinquant’anni fa. E sono orgogliosa che i miei figli abbiano scelto di portare italiano come materia all’esame di maturità.
Qui non indosso maschere. Non devo fingere di essere qualcuno che non sono. Qui a Melbourne sono semplicemente io, e questa cosa mi sta facendo apprezzare ancora di più questa città nonostante i suoi difetti.
Drusilla, Melbourne




