Mi chiamo Arianna, sono romagnola e ho la Grecia nel nome, ma non avevo mai pianificato di stabilirmi in questa terra dal sapore di feta, profumo di origano, e colore blu oltremare.
Se dieci anni fa mi avessero chiesto dove mi sarei vista in futuro, la risposta non sarebbe stata “Su un’isola greca ad aprire un locale tutto mio”. Eppure eccomi qui, expat a Rodi, con una vita che non immaginavo – e che invece mi calza così bene.
Quando penso al percorso che mi ha portata qui, la prima cosa che mi viene in mente è una frase semplice ma potente: “l’unica costante è il cambiamento”. Non l’ho inventata io (anzi, pare sia del filosofo Eraclito… anche lui greco, guarda caso), ma è diventata quasi un mantra personale, la bussola invisibile che ha guidato molte delle mie scelte apparentemente audaci.
Da quando sono nata, il mio rapporto con il mondo si è sviluppato attorno a tre elementi: la curiosità, le parole e il cibo. Ho iniziato a parlare molto presto, e da allora non ho mai smesso di chiacchierare, leggere, scrivere. A livello lavorativo, dopo un tirocinio a New York, la mia carriera è cominciata come psicologa clinica per bambini, in Italia, e per sei anni è stato un lavoro intenso e appassionante. In parallelo coltivavo però altre strade: ho scritto un libro, portato avanti un food blog, ficcato il naso in situazioni di ogni genere che mi incuriosivano – esperienze diverse tra loro, ma con un filo conduttore: esplorare il mondo in tutte le sue sfumature.
A un certo punto la vita ha cominciato a spingermi oltre i confini conosciuti. Sono diventata copywriter poi project manager, costruendo una nuova carriera totalmente da remoto. Questa libertà lavorativa mi ha permesso di vivere come nomade digitale, soprattutto in Sud Est Asiatico, con Bali che è stata la mia casa per anni regalandomi luoghi esotici e una cultura unica.
Eppure, dopo il Covid, qualcosa dentro di me ha iniziato a sussurrare: “torna più vicino a casa, per un po’”. Così, dopo un periodo a Creta e poi di nuovo in Asia, una volta a casa ho cercato voli economici verso la Grecia, in cui volevo tornare, e ne ho trovato uno incredibilmente conveniente per Rodi. In meno tempo di quello che serve per mangiare un souvlaki, avevo comprato il biglietto.
Avevo pensato di rimanerci un mese, che poi è diventato un trimestre. Rodi non era solo una destinazione turistica fatta di spiagge e resort: era un luogo in cui mi sentivo concentrata, energizzata, creativa. C’era una comunità internazionale stimolante, e sentivo di poter costruire qualcosa di bello.
L’estate quell’anno l’ho passata in Romagna, ma in autunno sono tornata a Rodi dove ho realizzato un progetto per nomadi digitali, e ho capito che quella esperienza poteva trasformarsi in una nuova fase di vita.
Durante un weekend ad Atene, però, tutto ha preso una piega inaspettata. Visitavo la città in lungo e in largo da brava ex-studentessa del liceo classico, e lo stesso giorno in cui ho pianto emozionata di fronte alle Cariatidi ho anche incontrato Nikos – che è tuttora il mio compagno. Una serata con un bicchiere di vino greco davanti all’Acropoli, una connessione immediata, e in pochissimo tempo mi sono ritrovata a pensare a come intrecciare la mia vita con la sua (e con la Grecia).
Durante il nostro primo Natale insieme, tra obiettivi e progetti condivisi, è arrivata un’idea: a Rodi non esisteva un locale 100% gluten free e io, che convivo con l’intolleranza al glutine da un decennio, conosco bene la portata del problema. Perché non provare noi a costruire qualcosa di nuovo, che fosse utile a così tante persone?
Così, in pochi mesi, abbiamo trasformato quella scintilla in realtà: a maggio 2024 abbiamo aperto Rhodes Gluten Free, la nostra caffetteria 100% senza glutine, un luogo dove condivido con turisti e local cibo sicuro e delizioso, e un pezzo della mia storia.

Da nomade digitale a imprenditrice expat: è stato un salto pieno di sfide, momenti di insicurezza e scoperte. Da due anni faccio la barista, la cuoca, la manager, l’addetta alle vendite, la content creator, e sì, continuo anche a lavorare come copywriter e a scrivere per il mio blog mygreekglutenfreelife – perché le parole rimangono il mio asse portante.
Questa vita non era nei miei piani, eppure è diventata più reale che mai. Non è la storia di un sogno perfetto, ma di un percorso costruito passo dopo passo, ascoltando quella voce interiore che mi ha sempre spinto oltre l’ovvio e il semplice. E ora, guardandomi indietro, penso che il vero piano fosse proprio questo: seguire i segnali, accogliere le sorprese e fidarsi del cambiamento.
Perché alla fine, se c’è una cosa che ho imparato, è che la vita non si può controllare: si deve vivere.
Arianna





