30 Gennaio 2026

Il compleanno di un figlio espatriato

Mimma Dubai • 0 commenti

Quando vivevo a Milano mi chiamavano la regina dei compleanni, non solo perché mi piaceva festeggiare il compleanno che diventava praticamente una festa di paese lunga tre giorni, ma anche perché mi ricordavo i compleanni di tutti.
Se mi dicevi il giorno del tuo compleanno, ed è facile che te lo chiedessi proprio io perché avevo la passione dell’astrologia e dei segni zodiacali, io poi me lo ricordavo. E sicuro ti avrei festeggiato.

D’altro canto il marito me lo sono trovata cosi.

L’ho incontrai su un cocuzzolo di una montagna a marzo. Ovviamente gli chiesi il suo segno zodiacale, e lui mi disse anche la data del suo compleanno. Poi c’eravamo persi di vista, anche perché vivevamo in due paesi diversi, ma il due giugno mi svegliai e pensai che era il suo compleanno. Gli mandai un messaggio e questa cosa che mi fossi ricordata lo colpì molto e da lì abbiamo iniziato una frequentazione che ci ha portato molto lontano.

Quindi vi lascio immaginare quanto ci tenessi al compleanno di mia figlia.
L’unica che ho.
Mi ha persino fatto rivalutare gennaio, il mese che non finisce mai e che invece ora aspetto.
Il suo primo compleanno, si trasformò in un fareweel party. Lo festeggiammo qualche giorno prima del suo giorno con gli amici mentre mio marito era già in Kuwait.
Il 21 gennaio lo passammo noi tre in Kuwait. Con un gruppo di camerieri filippini che ci intonavano un happy birthday.

Fu allora che capì che il compleanno di un bambino espatriato non sarebbe mai stato come i miei o come quelli che pensavo avrei regalato a mia figlia.

La data del 21 gennaio è stata sempre un challenge, vicina a natale , ma non troppo. Motivo per cui non siamo mai riusciti a festeggiarlo in Italia con la famiglia. E quindi è iniziato quell’esercizio a volte faticoso, di provare a unire i due mondi: l’Italia fatta di affetti, nonni, zii, cugini e poi la nuova vita, con amichetti, compagni di scuola, amici expat. Con cui passare quel giorno speciale.
Sono iniziate le chiamate via zoom, i video , i messaggi.
I viaggi programmati della famiglia.
È sempre stato un grande gioco di equilibri.
Quando poi si è aggiunto il fatto che il papà è rientrato in Kuwait e noi siamo rimasti a Dubai, è stato ancora più complicato. Perché la nostra famiglia, già piccola, diventava ancora più piccola e un altro pezzo importate, anzi importantissimo, doveva incastrarsi per renderlo il giorno perfetto.
Però proprio quel decimo compleanno, compromesso da un compagno positivo al covid e quindi con conseguente obbligatorio isolamento in casa e annullamento di tutti i festeggiamenti che avevo preparato, ci ha fatto capire le infinite possibilità di amore che questa vita tra due mondi, a volte anche tre o quattro, dipende da quanti paesi cambi, può dare.
Sarà che io ci tengo tanto, ma il suo compleanno diventa ogni anno un momento fantastico di amore. Ci travolge una grande ondata di affetto, di attenzione, da tutto il mondo.
Il suo decimo compleanno fu anche la volta degli amici italiani che si presentarono a sorpresa nel giardino e della zoom call delle sue amiche del Kuwait che si trasformò in un party .
Dei nonni e degli zii che, a turno, l’hanno chiamata e intrattenuta. Dei regali recapitati a casa. Fu una giornata lunghissima, ma super divertente.

Eravamo chiuse in casa, ma non ci sembrò affatto.

E ogni anno questo giorno si è arricchito di sorprese, aneddoti, visite. Come l’anno sorso da parte di Drusilla e i suoi figli.
Quest’anno poi, i suoi amici del nuoto si sono superati. Hanno preparato un book in cui 15 amici, visto che compiva 15 anni, le hanno scritto una lettera. Un libro con foto e questi messaggi bellissimi.

Poi le mille telefonate, con nonni e zii. I messaggi da parte di tutti i suoi amici sparsi, fra italia, Uk, Serbia, kuwait, e Usa.
Noi tre siamo andati a cena in un ristorante molto bello perché ormai, a quindici anni, apprezzi anche un bel posto e vestirti bene.
Anche questa volta, ad un certo punto, si sono avvicinati tre camerieri cantandole happy birthday, come nel lontano 2012.
L’ho visto come un segno visto che è l’anno della nostra riunione come famiglia.
Poi farà due feste con i suoi amici, perché in questo ha preso da me, ed i suoi compleanno sono sempre super festeggiati. E pensare che io mi preoccupavo di non riuscirle a dare i festeggiamenti come mi piaceva e che non avrebbe ricevuto abbastanza amore.

Come mi sbagliavo.

Lei non smetteva di ringraziarci, era il ritratto della felicità e io mi sono emozionata con lei.

Che belli i compleanni dei figli espatriati.
Mimma, Dubai

Share with your friends

Lascia il primo commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.