30 Settembre 2025

Cinque scrittori marocchini da non perdere, secondo me.

Veronica Marocco • 0 commenti

Il Marocco non è solo profumi d’oriente, labirinti di medine e tè alla menta. È anche letteratura viva, intensa, spesso di frontiera. Un ponte tra culture, lingue e identità. Se hai voglia di scoprire voci nuove (o riscoprirne di già affermate), ecco cinque scrittori marocchini da non perdere, tra romanzi, memorie e storie che raccontano il Nord Africa come forse non l’hai mai visto.

Zineb Mekouar , La poule et son cumin (in italiano, “Il passaporto verde”)

Una delle voci emergenti più interessanti della narrativa contemporanea marocchina-francese. Milanese d’adozione ma nata a Casablanca, Zineb Mekouar racconta con finezza e delicatezza le fratture sociali e culturali del suo paese d’origine.

Nel suo romanzo “La poule et son cumin”, ci porta nella Casablanca più intima, con una scrittura al femminile che mette a nudo contrasti sociali, vincoli familiari e desideri di emancipazione. Una penna raffinata che merita di essere seguita.

È stato pubblicato da qualche mese in italiano un suo secondo romanzo.

Tahar Ben Jelloun , Il razzismo spiegato a mia figlia

Premio Goncourt, scrittore e intellettuale di fama internazionale, Ben Jelloun è imprescindibile. Le sue opere spaziano dal romanzo alla saggistica, affrontando temi come l’identità, l’islam, il razzismo, la migrazione.

Con una prosa elegante, spesso poetica, riesce a rendere universali esperienze molto personali. Un autore che può aprire molte porte interiori, soprattutto se stai cercando letture che fanno riflettere.

Leïla Slimani, Ninna nanna, Nel giardino dell’orco

Nata a Rabat, vive e scrive in Francia. Leïla Slimani è diventata celebre con “Chanson douce” (in italiano Ninna nanna), un thriller psicologico che le ha fatto vincere il Prix Goncourt.

Le sue protagoniste sono spesso donne in bilico tra desideri e costrizioni sociali. Un’autrice perfetta per chi ama le storie forti, complesse, che scavano nei non detti.

Abdellah Taïa, L’esercito della salvezza, Un paese per morire

Primo scrittore marocchino ad aver dichiarato pubblicamente la propria omosessualità, Taïa racconta con coraggio la propria vita e quella di tanti “esiliati” interni: per genere, per classe sociale, per scelta.

La sua scrittura è cruda, autentica, spesso autobiografica. Leggerlo significa entrare in un Marocco lontano dalle cartoline, dove la libertà è spesso una conquista dolorosa. 

Fatema Mernissi, Sogni sulle ali di una femmina araba, La terrazza proibita

Sociologa, scrittrice, femminista: Mernissi è stata una pioniera nel mondo arabo. Nei suoi saggi (ma anche nei suoi scritti più narrativi), ha riletto il Corano in chiave femminista e ha aperto una riflessione profonda sul ruolo della donna nelle società musulmane.

La sua opera è preziosa per chi cerca chiavi di lettura diverse sulla condizione femminile, anche oggi di grande attualità.

Il Marocco è un caleidoscopio di lingue, tra arabo, francese, berbero e spagnolo. Un mix di culture, spesso anche di contraddizioni. La sua letteratura è spesso un punto interrogativo su una situazione “speciale” di diaspora, post-colonialismo, lotte interiori, una cultura fatta di culture secolari.

Il Marocco è un paese conosciuto, frequentato, “famoso” se vogliamo, ma del quale moltissimi lati vanno ancora scoperti da chi viene qui in vacanza.

E tu, hai già letto qualche autore marocchino? Hai altri nomi da consigliare? Raccontacelo nei commenti!

Veronica, Marocco

(Foto di HamZa NOUASRIA (@hamza01nsr) su Unsplash)

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